Puoi acquistare tutti i libri di Jacopo qui

Torna all'indice dei libri

DVD La Vera storia del mondo

DVD Corso di Yoga Demenziale

Iscriviti a Cacao buone notizie

Il blog di Jacopo Fo

I video di Jacopo

Gli articoli di Jacopo per il Cacao della domenica

Gruppo d'acquisto di pannelli fotovoltaici

Gruppo d'acquisto energia rinnovabile

Altri gruppi d'acquisto ecologici

Libera Università di Alcatraz

I corsi sulle ecotecnologie organizzati da Alcatraz

Consultazione rapida dei nostri siti

www.sessosublime.it
www.clinicaverde.it
www.commercioetico.it
www.energiaarcobaleno.it
www.amoreamore.it
www.cacaonline.it
www.alcatraz.it
www.networketico.com
www.francarame.it
www.dariofo.it
www.mariopirovano.it
www.eleonoraalbanese.it
www.atlantide.tv
www.comicoterapia.it
www.jacopofo.com
www.mercidolci.it
www.stradaalternativa.com

La grande truffa delle piramidi

Tuttavia questa ragione può essere una concausa non certo la motivazione principale. Per cercare di avere le idee più chiare vediamo una tecnica (poco nota) usata dai viaggiatori nel deserto del Sahara da millenni. Essi costruiscono montagnole di sassi per estrarre l'acqua. Il meccanismo è semplice e geniale allo stesso tempo. All'interno i sassi sono freschi e l'umidità (trasportata dal vento attraverso il deserto) si infiltra tra le pietre dove trova una temperatura più bassa e si condensa. Pietro Laureano ha viaggiato a lungo nel deserto e racconta di aver raccolto, in una sola notte, un litro d'acqua utilizzando, per l'estrazione, un montarozzo di pietra alto circa 1,8 m e un telo di plastica. Usando una pelle conciata il risultato non dovrebbe essere diverso.

In quei luoghi desertici procurarsi acqua è di fondamentale importanza e l'uomo ha imparato varie tecniche per farlo.

Un altro sistema consiste nell'avvolgere, con tessuti, delle pietre scaldate al fuoco e poi lasciarle in una bacinella per tutta la notte. Al mattino si strizzano i tessuti che hanno assorbito lčumidità della notte.

Per rendere più umide le oasi si usa poi costruire dei muretti antivento fatti di blocchi di sale o mattoni crudi. Questi assorbono l'umidità notturna e la rilasciano, poi, durante il giorno.

Questi metodi, oggi, sono usati solo nel deserto ma, ai primordi della civiltà, sono stati impiegati anche dai colonizzatori delle zone paludose. Sembra assurdo ma procurarsi acqua potabile in una palude è un problema molto serio.

L'acqua della palude pullula di batteri che provocano infezioni intestinali. Andrebbe bollita, certamente, ma anche una semplice operazione come questa poteva creare problemi a noi inimmaginabili.

La bollitura dell'acqua richiede una grande quantità di legna da ardere e procurarsi legna in una palude usando accette di pietra è un lavoro non indifferente. Avete mai provato a tagliare un albero con un sasso affilato? Beh, con la motosega è tutta un'altra cosa! E anche far bollire l'acqua bruciando erbacce non è uno scherzo. L'agricoltura era ai primordi e non si producevano ancora grandi quantità di materiale vegetale di scarto.

Le seghe (intese come attrezzo agricolo) non esistevano e non avevano neppure un gran numero di bovini, splendidi animali che fanno quella bella cacca che poi, una volta seccata, è formidabile da bruciare per bollire l'acqua del the. Fu così che essi cominciarono ad usare il sistema dei cumuli di sassi che intrappolano il vapore acqueo presente nell'atmosfera. Un'ovvia evoluzione del montarozzo di pietra per raccogliere l'umidità è quella di farne uno largo almeno una decina di metri con un pozzo al centro. Alternando pietra sabbia e argilla si ottiene un ottimo sistema per filtrare l'acqua quando tutto intorno è allagato. Ecco spiegata la funzione delle mastabe: palafitte di pietra e pozzo, filtro per l'acqua.

Alcuni furono fortunati e trovarono delle belle colline, offerte dalla natura, che raccoglievano acqua. Ad esempio, nel deserto del Sahara ci sono delle collinette in cima alle quali sgorga l'acqua. Qui non stiamo parlando delle vene acquifere che giungono in superficie per pressione (pozzi artesiani). Esse si formano grazie all'azione dell'acqua che, evaporando attraverso porosissime rocce calcaree, porta in superficie sali di roccia.

Nei millenni questi accumuli di calcare arrivano a formare tumuli alti parecchie decine di metri (hai presente i buchini della cornetta della tua doccia intasati di calcare? Beh, non hai idea i miei!). Queste collinette si trovano su vene d'acqua poco profonde. L'acqua - per capillarità e grazie al calore del sole che scalda l'esterno delle collinette - sale all'interno di queste arrivando a formare piccole sorgenti sulla cima.

Erodoto aveva già scritto di queste colline sulla cui cima sgorgava l'acqua. Già fin dall'età della pietra esse venivano scelte come luogo dove costruire i villaggi. Gli uomini le avevano usate per questo scopo già prima che i mutamenti del clima trasformassero la palude in un deserto. Queste colline di calcare offrivano acqua purissima filtrata da decine di metri di pietra. Molte di queste montagnole, ancor oggi, forniscono acqua.

Ora, stupisciti. Indovina con che materiale sono state costruite le piramidi e le mastabe? Con calcare o  argilla (che ha anch'essa una grande capacità di assorbire acqua per capillarità). Questo principio, a quei tempi, si conosceva molto bene.

Insomma, questi popoli costruirono colline artificiali che funzionavano come pompe passive per estrarre e depurare l'acqua della palude imitando quel che la natura aveva fatto in milioni di anni. Forse successe per caso che sulla cima di una mastaba sgorgasse l'acqua e decisero di sviluppare la scoperta.

 Dopo le prime eroiche imprese di bonifica, le terre strappate alla palude e gli argini edificati dall'uomo ridussero la larghezza del fiume. Questo ebbe l'effetto, insperato, di rendere più impetuosa la corrente del Nilo cosicché aumentò paurosamente la sua capacità di drenaggio. L'acqua  scavò un letto più profondo corrodendo la pietra. Inoltre cominciò a piovere sempre di meno.

 La palude si ritirò. Le colline artificiali si trovarono all'asciutto e si dovette intervenire per ripristinare la produzione d'acqua. Nacque così l'idea di approfondire il pozzo delle mastabe. Alcune vennero ingrandite fino a diventare enormi piramidi tronche che, con i loro lati inclinati, raccolgono magistralmente il calore del sole e aspirano l'acqua dalle vene sotterranee. Inoltre si decise di circondarle con argini e formare così bacini naturali per tenere bagnata la base del tumulo durante la stagione secca. In questo modo, grazie ai pozzi scavati sotto la piramide durante la stagione piovosa essa funziona anche come filtro: dal bacino intorno alla piramide l'acqua si infiltra fino al pozzo arrivandovi pulita.

Passano i secoli e il Nilo si abbassa sempre più.

Un giorno, poi, arrivarono i cattivi.

Orde bellicose di allevatori e pastori, provenienti dalle steppe euroasiatiche, invasero l'Egitto. Dotati di arco e forti della loro superiorità militare, dovuta anche all'uso del cavallo in battaglia, i guerrieri sconvolsero queste terre importando la guerra.

Queste tribù, alla ricerca di pianure fertili e popoli da soggiogare, migrarono verso l'Europa e l'Asia minore muovendosi con mandrie di cavalli e greggi di pecore, massacrando e saccheggiando.

La loro apparizione è datata intorno al 4500 a.C. ma è probabile che siano arrivati in Egitto (protetto a est dal deserto e dalle montagne) solo più tardi. Comunque il loro arrivo ebbe un effetto devastante sulle pacifiche popolazioni egiziane che non conoscevano la guerra, non circondavano i loro villaggi di mura e non sapevano combattere.

Ma i primi egiziani avevano il vantaggio che, al centro dei loro villaggi, c'erano le piramidi tronche. Non ci volle molto per capire che rappresentavano una formidabile struttura difensiva! E' molto probabile che inizialmente queste non fossero molto alte, forse  30 metri, ma questa altezza era già sufficiente. I primi rudimentali archi non offrivano un'ampia gittata. Tra un sasso lanciato dall'altezza di uno di questi cumuli e una freccia lanciata con l'arco da terra, è naturale che il sasso fosse più efficace.

L'arrivo di questi barbari, lo shock della guerra e delle necessità difensive sconvolse queste genti mansuete. E infatti verso il 4000 a.C. la qualità dei vasi prodotti diminuisce drasticamente. Non c'è più tempo per certe raffinatezze (cultura di Naqada I).

Immagino che rapidamente gli egiziani imparino a fabbricare archi da guerra. Questo popolo organizza una milizia e, soprattutto, si dedica febbrilmente ad alzare le piramidi tronche. Probabilmente, allčinizio, erano a gradoni e le rendono più efficienti dal punto di vista militare dotandole di lati lisci, più difficili da scalare. Per farlo forse si usò una copertura di argilla cruda. Infatti tutte le piramidi che sono crollate ci permettono di osservare il loro interno e mostrano chiaramente che sono state costruite in varie fasi.

Generalmente il tumulo iniziale era un semplice torrione sul quale venivano via via costruiti altri gradoni di grandezza decrescente. Gli egittologi si sono ovviamente resi conto di questo fenomeno ma sono totalmente convinti che le piramidi siano state costruite in un'unica fase. Giustificano l'evidenza affermando che il progetto iniziale è stato ampliato durante la costruzione. In pratica il faraone è arrivato, ha guardato la sua tomba e ha detto: "Fateci sopra un secondo livello! La voglio anche più larga sennò da morto ci sto stretto." Poi tornava una seconda volta e diceva: "No, ancora più grande! Così fa schifo!"

Insomma dicevo che le piramidi,  durante il periodo delle invasioni, vengono ampliate ed innalzate ma, ovviamente - dovendo servire da rifugio per la popolazione - vengono lasciate tronche.

I continui attacchi dei pastori nomadi portarono, infine, alla costruzione di piramidi tronche di misure enormi. Alcune raggiungono un'altezza di oltre 100 metri. Immagina quali potenzialità difensive potevano avere! A differenza delle mura del tempo non era possibile demolirle se non con anni di lavoro e le tribù guerriere non erano organizzate per assedi così prolungati. I greggi delle pecore degli invasori distruggevano rapidamente i pascoli e dovevano spostarsi verso altre terre. I primi invasori erano privi di macchine da guerra. I loro attacchi potevano essere bloccati con semplici mezzi. Bastava far rotolare qualche pietra dalla cima della piramide tronca per bloccare qualunque attacco. Infine, in cima alla piramide, come si è visto, sgorgava l'acqua (elemento indispensabile per resistere ad un assedio prolungato). Forse si costruirono là in cima anche cisterne. A quei tempi la piramide tronca era proprio l'ideale per resistere a un assedio. Oltretutto, il fatto che la piramide si ergesse al centro di un bacino artificiale era un ulteriore elemento difensivo.

Nacque, però, un problema: crescendo in altezza le piramidi perdevano, progressivamente, la capacità di funzionare bene come pompe filtranti. Forse per questa ragione quelle più alte hanno, oltre al pozzo sotterraneo, anche un condotto che porta a una camera situata più in alto del livello del terreno. Queste stanze, che oggi sono definite camere mortuarie, in principio dovevano essere dei condensatori. Queste stanze sono sopraelevate maggiormente proprio nelle piramidi più alte. E suppongo che esistesse un passaggio che permettesse di scendere nella camera di condensazione, dalla cima della piramide tronca, per attingere l'acqua. In effetti, nella piramide di Cheope, la camera del faraone - con le sue 5 camere sovrapposte - sembra proprio un moderno condensatore.

Gli accademici giustificano questa struttura sostenendo che si tratti di camere con la funzione di scaricare il peso della parte superiore della piramide, evitando che il soffitto della camera del faraone sprofondasse. Però si rendono conto che si tratta di una scelta architettonica esagerata. Dice ad esempio Cimino: "Molti tecnici hanno rivolto critiche a questo dispositivo di protezione considerato eccessivo, specificando che sarebbe stato sufficiente costruire un solo vano di scarico con soffitto a V rovesciata e facendo gravare la spinta lateralmente sul massiccio."

Si sa, gli egiziani erano pirla.

Gli anni tra il 4500 e il 3000 furono, in tutto il Mediterraneo, anni di grande crisi. La guerra sconvolse la vita dei popoli matriarcali e la Eisler1 parla di crisi demografica e della cattiva qualità dei manufatti. Questi non venivano più elaborati accuratamente come in passato. Come si è detto anche in Egitto vi è stata una certa crisi, ma non violenta come altrove, è facile intuire che le piramidi garantivano, agli egiziani, una relativa tranquillità.

 


Homepage JacopoFo.it Libera Università di Alcatraz vai in testa alla pagina