San Giuseppe e la Madonna dovettero fuggire in Egitto per salvare il piccolo Gesù dalla furia sterminatrice di Erode. Per loro fortuna non incontrarono reticolati e guardie di confine né ebbero problemi con i permessi di soggiorno. E non affrontarono neppure il problema del colore della loro pelle perché gli egiziani erano piuttosto scuri come loro… Sì, perché Gesù non era biondo con gli occhi azzurri… Gli ebrei a quei tempi erano mediamente più scuri di Obama, alcuni addirittura neri!
Oggi le persone che cercano rifugio in Europa dalle guerre devono affrontare ogni sorta di pericolo. Forse noi fortunati abitanti dei paesi ricchi dovremmo fare di più per questi popoli. C’è un razzismo strisciante verso questi extracomunitari, un razzismo che spesso non è neanche tanto strisciante.
Sono diversi da noi? Sono ignoranti? Sono incivili? Forse la scuola avrebbe dovuto insegnarci un po’ di più sui popoli mediorientali, ad esempio che il Burka non c’entra niente con l’Islam e che la Bibbia tratta molto peggio le donne del Corano.
Il teorema di Pitagora era noto ai sumeri mille anni prima della nascita di Pitagora, nel Medio Evo i sapienti europei studiavano medicina, matematica e astronomia sui testi arabi. Adamo ed Eva, gli inventori dell’agricoltura, i primi faraoni e i primi imperatori cinesi erano neri. Erano neri Esopo, Annibale e i primi navigatori che raggiunsero l’America.
Questo spettacolo racconta storie di extracomunitari che hanno dato ai bianchi, lezioni scientifiche, militari e umane. E in questo momento di grandi crisi economica e culturale sarebbe forse il caso di farci una domanda: nella foga di conquistare il mondo ci siamo persi qualche cosa? Ed esiste un modo di pensare extracomunitario che per fortuna non si è estinto ed ora potrebbe esserci
necessario come l’acqua. Nell’Africa nera c’è un detto che dice: i bianchi hanno gli orologi, noi abbiamo il tempo!


